Il monumento presenta un degrado che ne limita la lettura, ma con un po’ di attenzione si possono rilevare alcuni elementi importanti: a) la parte bassa, di forma irregolare, più o meno poligonale, non sembra collegata con quella alta, per cui si suppone che si tratti di un nuraghe a corridoio; tale ipotesi sembra confermata da due ingressi quasi opposti che potrebbero far parte del corridoio principale; un crollo non permette di accedere per una verifica; b) ciò che resta della parte alta indica un nuraghe monotorre del tipo a tholos, costruito sul preesistente a corridoio, dove un ingresso (quello posteriore) è stato chiuso con un grosso muro, probabilmente per consentire la tenuta del nuovo peso che vi carica sopra. Per riuscire ad apprezzare gli aspetti indicati è necessario girare intorno all’edificio infilandosi fra le rocce a strapiombo e la fitta vegetazione, cosa non sempre agevole. Si consiglia di esplorare il monumento quando il numero dei partecipanti è ridotto perché una fitta presenza potrebbe ridurre l’attenzione necessaria e accrescere le situazioni di pericolo. Si prosegue all’interno della stessa campagna dove è possibile apprezzare la rigogliosa vegetazione, alcune emergenze rocciose e la vista dall’alto della valle del Bidighinzu
Tratto da: Scheda Salvatore Ferrandu
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